Emmanuel Bailly

Emmanuel Bailly nacque a Bryas, Pas-de-Calais, nell’estremo nord della Francia, il 9 marzo 1794. La famiglia di suo padre, André Joseph, aveva una profonda devozione per la memoria e la spiritualità di san Vincenzo de Paoli.

Emmanuel Bailly Il padre di Emmanuel era un amico fedele dei Lazzaristi, conosciuti dai francesi come la Congregazione della Missione, dal nome del monastero originale di Vincenzo de Paoli. Proprio i Lazzaristi affidarono temporaneamente all’anziano Bailly, durante la Rivoluzione, una raccolta di lettere e documenti originali di san Vincenzo; egli li custodì con cura e provvide a restituirli una volta cessati gli scontri. Il fratello di André, Nicholas Joseph (1764 -1793), fu un sacerdote lazzarista ucciso durante la Rivoluzione. Fu l’ultimo superiore del seminario maggiore di Amiens prima della Rivoluzione. Padre Bailly fu catturato mentre diceva messa e, ancora vestito dei paramenti sacri, fu gettato in prigione. Il giovane sacerdote morì in carcere ad Amiens il 16 novembre 1793. Emmanuel partecipò al seminario di Amiens, come aveva fatto il suo fratello maggiore, Ferdinand-Joseph Bailly. Padre Dominique Hanon, che sarebbe poi diventato Superiore Generale dei Lazzaristi, era allora il nuovo superiore presso il seminario di Amiens. Hanon si interessò all’educazione di Ferdinand e ciò non sorprende in quanto egli si ritrovò ad essere il diretto successore dello zio martire dei fratelli Bailly. Dal momento che in Francia la Congregazione non esisteva legalmente – soppressa, per la seconda volta, dal settembre 1809 al febbraio 1816 – Ferdinand non poté diventare un vincenziano; iniziò ad insegnare nel seminario nel 1806, a 21 anni, anche se non fu ordinato sacerdote fino al 6 aprile 1811. Durante questi anni Ferdinand ebbe probabilmente suo fratello Emmanuel come studente. Ferdinand prese i voti con la Congregazione a Parigi, il 16 novembre 1819, nel nuovo Priorato di Saint-Lazare. Egli fu il primo vincenziano ad essere ordinato dopo la Rivoluzione. Purtroppo, prese i voti nel periodo compreso tra la nomina e l’approvazione formale del nuovo Superiore Generale per la Santa Sede; questo stato di dubbio sulla validità dei voti, oltre alla sua gestione discutibile delle finanze, contribuirono alla effettiva rimozione di Ferdinand Bailly dalla Congregazione.

Emmanuel Bailly ricevette una buona educazione in teologia presso il seminario ad Amiens e studiò anche filosofia con i Gesuiti di Saint-Acheul. Iniziò il noviziato con i Lazzaristi, ma nello stesso periodo suo fratello andò a Parigi per prendere i voti al Saint-Lazare; così Emmanuel lasciò il seminario e andò anch’egli a vivere a Parigi. All’età di 25 anni scelse di servire la Chiesa come laico. Nel novembre 1819 prese in affitto una casa in rue Cassette 7 e ospitò sette giovani universitari che, come lui, erano cattolici del nord della Francia. Insegnava filosofia in un istituto privato, ma nutriva anche il sogno di creare un ambiente di vita per gli studenti universitari che fosse di ispirazione e sostegno sia alla fede che alla ricerca intellettuale. Egli fu influenzato in questa aspirazione dai metodi che aveva osservato presso i Gesuiti di Saint-Acheul.

La primavera seguente Emmanuel fu ammesso nella Congregazione della Beata Vergine, spesso indicata semplicemente come la “Congregazione”. I membri della Congregazione presero parte a diversi gruppi interni, tra cui la Società di Buoni Studi e la Compagnia delle Opere Buone. Alla sua fondazione, nel 1801, la Congregazione riunì circa 100 laici, uomini che cercavano di combinare gli studi intellettuali e la spiritualità con le buone opere. Il giorno 1 aprile 1820, Bailly fu inserito nelle liste dell’organizzazione come il membro 776. Prese parte alla divisione della Congregazione in cui i membri visitavano gli ospedali, ma c’erano anche le divisioni con i membri che andavano in visita a carceri e orfanotrofi. Le divisioni di Opere Buone e Buoni Studi furono unite nel 1828 e gestite in Place de l’Estrapade. Come membro della Congregazione, Emmanuel incontrò studenti ansiosi di unire i loro sforzi accademici con la formazione religiosa.

Dopo le repressioni che seguirono la caduta di Carlo X, la Congregazione cessò di esistere. Tuttavia Bailly fondò una nuova organizzazione più piccola: la Conferenza di Storia. Questa iniziativa gli permise di conoscere alcuni dei più brillanti giovani del suo tempo: Jean-Baptiste Henri Lacordaire, Frédéric Ozanam, Charles Lenormant, Emmanuel d’Alzon, Louis Janmot e Charles Baudelaire.
La “pensione” di Bailly attirò un numero tanto crescente di giovani uomini che, nel 1821, per accogliere i membri del gruppo, ebbe bisogno di trovare una seconda casa; contattò perciò un vecchio amico e compagno di classe in seminario, George Marino Leveque, chiedendogli collaborazione per aprire la seconda “pensione” in rue Saint-Dominique d’Enfer 17. Le due case vennero gestite congiuntamente, con Leveque responsabile per l’amministrazione e Bailly per gli studi e le riunioni. Entrambi fornivano “supervisione morale” dei rispettivi siti. Oltre ai residenti nelle pensioni, incoraggiarono altri studenti a partecipare alle discussioni e crearono anche una sala di lettura in rue Saint-Dominique 4: lì, a pagamento, gli studenti che vivevano nella zona potevano venire e leggere le notizie del giorno. La pensione si ingrandì dopo diversi anni, nel 1825, tramite l’acquisizione di una grande struttura in Place de L’Estrapade 11, con quartieri di alloggio, una mensa e sale riunioni. Bailly si stabilì nell’appartamento accanto, in Place de l’Estrapade 13.

Il 20 luglio 1830, il trentenne Bailly sposò Marie-Apolline-Sidonie Vrayet de Surcy. Alla richiesta del padre della donna di preservare il nome di famiglia, Emmanuel aggiunse il cognome della moglie al suo. Pertanto, egli è stato spesso indicato come Emmanuel Bailly de Surcy. Era sposato solo da pochi giorni, quando scoppiò la Rivoluzione del luglio 1830 che portò alla caduta di Carlo X. Il regime che seguì soppresse le organizzazioni come la Congregazione e la Compagnia di Buone Opere. Le discussioni ed i dibattiti offerti dalla Pensione Bailly furono anch’essi sospesi fino al 1831. Durante questo periodo, Emmanuel e sua moglie trovarono rifugio con i genitori in Berteaucourt, nel dipartimento della Somme, nove miglia a sud est di Amiens, nel nord della Francia. La prima figlia di Emmanuel, Marie-Adrienne, nacque il 4 settembre 1831.

Dal novembre 1831 tornò a Parigi con la sua famiglia, per dare l’avvio ad un nuovo giornale e per ristabilire la sua Pensione Bailly, cercando di creare una nuova versione della soppressa Compagnia di Buoni Studi. Iniziò con la creazione di un giornale editoriale intitolato “Le Correspondant”, l’anno prima della Rivoluzione. Nel 1831 lo sostituì con “Revue Européenne”; poi, il 15 gennaio 1832, con l’intenzione di fornire un’alternativa moderata al giornale religioso liberale “L’Avenir” che era stato pubblicato da Padre Lamennais, lanciò “La Tribune Catholique”, fino a quando non venne interrotto per rispetto verso una disapprovazione del Vaticano.
Diversi mesi dopo il suo ritorno a Parigi con la moglie e la figlia, scoppiò un’epidemia di colera in città. Il quartiere latino, dove vivevano, fu duramente colpito e la primogenita Marie-Adrienne si ammalò in aprile. Quindi, la famiglia si trasferì a casa dei nonni materni dove, solo dopo diversi mesi, la piccola riuscì a recuperare le forze. I Bailly rimasero in Berteaucourt fino a dopo la nascita del loro secondo bambino, André-Marie Vincent de Paul, avvenuta il 2 dicembre 1832. È probabile che Emmanuel avesse prolungato il suo soggiorno a Parigi anche per curare e gestire i suoi interessi commerciali.

I Bailly ebbero sei figli. La maggiore Marie-Adrienne divenne monaca carmelitana e morì in Polonia appena ventiduenne. Il figlio maschio maggiore e il minore di casa Bailly divennero sacerdoti della nuova fondazione dell’Ordine Assunzionista, ma Emmanuel non visse abbastanza a lungo per vedere i suoi figli ordinati. Il loro figlio di mezzo, Bernard (1835-1920), fondò una società di mutuo soccorso per pescatori e – seguendo la tradizione giornalistica della famiglia – divenne per molti anni redattore di “Le Cosmos”: una rivista di illustrazione degli sviluppi scientifici di quel tempo. Un’altra figlia, Marie (1837-1906), divenne Superiora delle Figlie di Clotilde. La figlia più giovane era Sidonie (1840-1866). I figli sacerdoti di Emmanuel, Vincent de Paul (1832-1912) e Benjamin – che assunse il nome di Emmanuel quando fu ordinato (1842-1917) -, divennero membri significativi del neonato ordine degli Agostiniani dell’Assunta, fondato a Nimes da Emmanuel Alzon. Molto probabilmente avrebbero aderito alla Congregazione della Missione ma, come vedremo in seguito, i rapporti tra l’ordine ed i Bailly si inasprirono mentre i suoi figli erano ancora in  giovane età.
Emmanuel Alzon, il fondatore degli Assunzionisti, essendo stato un membro della Società dei Buoni Studi nel 1830, era un amico di Emmanuel Bailly. Dopo otto anni di promettente carriera con l’Ufficio della telegrafia, il figlio maggiore di Emmanuel non perseguì una vocazione sacerdotale fino ad età avanzata. Invece, Vincent de Paul Bailly fu membro attivo della Società di San Vincenzo de Paoli fin dalla sua giovinezza e nel 1855 fu membro del Consiglio Centrale di Parigi. Trascorse l’ultima metà della sua prima carriera come telegrafista privato dell’Imperatore Napoleone III. Gli vennero affidate molte missioni importanti, sia private che diplomatiche. Per migliorare la sua corrispondenza internazionale iniziò a studiare legge. Di certo sembrava attenderlo una promettente carriera, ma egli lasciò spazio ad altre ambizioni. In ottobre 1860 entrò a far parte della Congregazione dell’Assunzione; suo fratello minore Benjamin si unì a lui sette mesi più tardi, poco dopo la morte del loro padre. Padre Vincent de Paul Bailly fu uno dei primi membri dell’Ordine Assunzionista. Di stanza in Nimes, all’inizio della sua carriera di telegrafista, abitò insieme al fondatore dell’ordine; egli era molto influenzato da padre Alzon, le cui opinioni sul ruolo della fede cattolica nella società erano in linea con le sue.
Come suo padre, divenne un giornalista dedicato alla difesa della fede. A nome dell’Ordine Assunzionista, fu fondatore ed editore del giornale “La Croix” che è pubblicato ancora oggi. Il suo atteggiamento aggressivo lo fece coinvolgere nell’affare Dreyfus nel 1880. Le sue opinioni erano fortemente antisemite e contribuirono alla messa al bando dell’ordine dalla Francia per diversi anni. Suo fratello minore, padre Emmanuel Bailly, divenne il terzo Superiore Generale degli Assunzionisti. Presiedette al ristabilimento dell’ordine in Francia e, viaggiando in Oriente e Nord America, alla sua espansione nel mondo.

L’ambiente politico si era stabilizzato entro la metà del 1832 sotto il regno di Luigi Filippo e l’epidemia di colera era cessata. Il cattolicesimo era tollerato nel nuovo regime ma, a Parigi in particolare, non era considerato favorevolmente. Dedicatosi a proteggere la reputazione della Chiesa Cattolica, Emmanuel Bailly continuò a tenere operativa la sua pensione per gli studenti cattolici delle province e incoraggiò riunioni e raduni di discussione. Da questo momento, inoltre, confermò il suo cambiamento di carriera da insegnante a editore. Rese il suo ufficio un luogo dove gli studenti potessero raccogliere i giornali e fornì una vasta gamma di riviste affinché potessero leggere e tenersi al passo sugli avvenimenti attuali. La sua ospitalità creò un ambiente che promosse una vivace discussione ed egli vi partecipò attivamente. Quindi, fu del tutto naturale che Frédéric Ozanam ed i suoi cinque amici si presentassero a Bailly, nel mese di aprile del 1833, per discutere i loro piani per una nuova impresa di beneficenza. Bailly fornì loro un luogo di incontro nella redazione del suo giornale “La Tribune Catholique”. Quando la Società si ampliò e superò quello spazio, egli offrì la sua grande sala riunioni in Place de l’Estrapade. Li incoraggiò a definire le loro idee e accettò di guidare i loro sforzi, arbitrò le differenze e fornì indicazioni e continuità per i piani dei giovani fondatori.

Nutrendo una grande devozione per san Vincenzo de Paoli e avendo familiarità con i suoi scritti, collegò i giovani uomini della “Conferenza di Carità” alla famiglia spirituale vincenziana.
Nel novembre del 1833, Emmanuel Bailly decise di fondere il suo giornale “La Tribune Catholique” con una nuova testata emergente intitolata “L’Univers Religieux”. Padre Jacques-Paul Migne, nel mese di ottobre del 1833, aveva scritto un prospetto interessante per “L’Univers”, ottenendo più di 800 sottoscrizioni; il giornale di Bailly, invece, stampò poco più di un centinaio di copie e ne vendette altrettante. Bailly e Migne scrivevano insieme per il nuovo giornale ma, nel 1835, padre Migne fu pubblicamente accusato di plagio da altri giornali (nel libro “Il plagiario di Dio” è possibile approfondire la vicenda). Venne anche condannato per la corruzione di un funzionario postale francese. Così, nel 1836, per 5.000 franchi, vendette i suoi interessi a Bailly che da quel momento trasferì la sede del suo ufficio in Place de la Sorbonne 2; il responsabile dei giornali e della stampa era suo cognato Henri Vrayet de Surcy. Le macchine da stampa non erano in queste redazioni, ma si trovavano in rue du Pot-de-Fer Saint-Sulpice 12. Emmanuel continuò come editore fino al 1839. La Congregazione della Missione fu un investitore del suo giornale, probabilmente attraverso il fratello Ferdinand Bailly. Tuttavia, nel 1838, il giornale si trovò in difficoltà finanziaria e sull’orlo del fallimento, fino a quando il conte Charles Forbes René de Montalembert investì in esso. Nel 1844 “L’Univers” finì sotto la direzione del talentuoso ma rigido Louis Veuillot che divenne antagonista del più liberale Frédéric Ozanam e ostacolò anche il conte Montalembert, i cui investimenti avevano salvato il giornale.
Nel 1844 Bailly si dimise da Presidente Generale della Società di San Vincenzo de Paoli. La presidenza passò nelle mani capaci di Jules Gossin, un vecchio membro molto rispettato della Società. Gossin, in realtà, ormai cinquantenne, aveva cinque anni più di Bailly. Emmanuel aveva perso la proprietà del giornale e a casa aveva ancora sei figli di età compresa tra 2 e 13 anni. Era anche appena uscito da un confronto ben pubblicizzato col Superiore Generale della Congregazione della Missione che aveva diffamato la sua reputazione e la sua posizione finanziaria era estremamente precaria. Entrambe queste situazioni furono provocate da investimenti finanziari discutibili condotti da suo fratello, padre Ferdinand Bailly, nelle imprese e nelle proprietà di Emmanuel con i fondi della Congregazione.

Il caso tra la Congregazione della Missione e padre Ferdinand ha molti aspetti intricati, cominciando da una disposizione sfavorevole del Superiore Generale, padre Jean-Baptiste-Rigobert Nozo, verso l’anziano Bailly. Ferdinand era stato un contendente per la carica di Superiore Generale e aveva punti di vista opposti a quelli di Nozo e dei suoi sostenitori. Padre Bailly non era senza colpa: c’era la contestata legittimità dei suoi voti, una mancata presa di responsabilità di fronte alla Congregazione per le spese finanziarie discutibili e la disobbedienza a titolo definitivo, fattori che portarono Nozo ad espellere Bailly nel 1838. Umiliato e confuso, Ferdinand lasciò la carica di Superiore del Seminario di Amiens, dove aveva lavorato per più di 30 anni. Alla fine, per giustificare la sua posizione, avviò una campagna che sarebbe finita in un pubblico processo. Padre Bailly vinse la sua causa e un appello, raccogliendo 30 anni di stipendi non pagati e altri guadagni per un totale di diverse centinaia di migliaia di franchi.
Emmanuel Bailly finì coinvolto in questo caso contorto, così come suor Rosalie Rendu che era mentore dei giovani membri della nuova Società nelle azioni di carità. Per difendere la reputazione del suo ordine, dopo che ebbe perso le cause legali, padre Nozo fece stampare 3.000 opuscoli e li distribuì a tutte le diocesi francesi, a magistrati e a molti dipartimenti governativi, in particolare a Parigi e nel Pas de Calais, di cui la famiglia Bailly era originaria. Nel 1840 Emmanuel decise di citare in giudizio padre Nozo per diffamazione della reputazione della famiglia Bailly. Nella sua denuncia contro l’opuscolo, obiettò fortemente contro l’accusa ricevuta, sostenendo che il Superiore Generale aveva ottenuto i soldi in modo improprio da suo fratello Ferdinand per l’acquisto di una casa e altri interessi economici. Suor Rosalie fu più volte coinvolta in questi casi. Tentò di aiutare i Lazzaristi, per ottenere l’intervento dell’Arcivescovo Denis-Auguste Affre di Parigi quale mediatore delle dispute; infatti, chiese all’Arcivescovo di persuadere Emmanuel Bailly a ritirare la causa. Sebbene fosse amica di Bailly, non le piaceva la pubblicità scandalosa e non era sicura della veridicità di alcune affermazioni di Emmanuel. I suoi sforzi furono però troppo tardivi per essere di qualche utilità alla causa per diffamazione. Suor Rosalie Rendu continuò a intervenire con l’Arcivescovo ma, tuttavia, sulle tematiche relative alla Congregazione della Missione, la sua “intromissione” non fu mai apprezzata dalla dirigenza dell’ordine.
Dopo aver perso la causa di diffamazione contro Emmanuel Bailly, padre Nozo pagò i danni per più di 150.000 franchi e fu costretto a ritirare l’opuscolo entro cinque giorni. Gli fu anche richiesto di firmare – in presenza del Arcivescovo – un documento che diceva: “Io dichiaro di rimpiangere sinceramente l’inserimento del brano in questione nella breve del 1 maggio di quest’anno e d’ora in poi considererò tale passaggio come sospeso“.
Si può presumere che Bailly utilizzò quel denaro per acquisire la proprietà che gli sposi Frédéric Ozanam e Amélie Soulacroix affittarono da lui nel 1841 a rue Madame 41, all’angolo di rue de Fleurus, a Parigi. Questo edificio era un palazzo vicino ai Giardini del Lussemburgo ed era stato la residenza del Re di Napoli, il cognato dell’imperatore Napoleone. Sperando che i ricavi generati potessero sostentarlo nel suo ritiro, Bailly acquistò il palazzo e ne affittò gli appartamenti. Questa fu una delle decisioni aziendali che lo avrebbero rovinato finanziariamente. Fortunatamente, nonostante tutto questo, il rapporto della Società di San Vincenzo de Paoli con i Lazzaristi non fu danneggiato in modo grave.

Tuttavia, le controversie tra i Lazzaristi e la famiglia Bailly non erano finite. Padre Nozo e il suo Consiglio, riguardo alla causa dei salari arretrati, accettarono l’arbitrato legale come fece padre Ferdinand Bailly. Dopo aver vinto due giudizi, Ferdinand perse l’arbitrato su quasi tutti i punti. Da quel momento, il caso venne ampiamente discusso in tutta Parigi ed ebbe l’attenzione del Vaticano. Il 23 settembre 1840, gli arbitri rovesciarono la precedente sentenza e determinarono che a padre Bailly non fosse dovuta la somma precedentemente assegnata. Di conseguenza, egli fu costretto a rimborsare alla Congregazione quasi 400.000 franchi, a ritirare la sua breve e coprire i costi di arbitrato. Dovette anche firmare varie dichiarazioni che chiarissero le sue transazioni finanziarie. Il Consiglio dei Lazzaristi si ritrovò d’accordo, però, nel pagargli una rendita per il resto della sua vita. I suoi affari e quelli di suo fratello Emmanuel erano in difficoltà. I possedimenti di Bailly furono messi all’asta, probabilmente a causa di fallimento e scrisse di aver vissuto – almeno per un certo tempo – in umiliazione e povertà. Mancano dettagli sulla sua vita dopo questi eventi anche se, alla fine della sua vita, è noto che egli viveva nella parrocchia del sobborgo parigino di Neuilly ed era quasi cieco. Padre Ferdinand Bailly morì il 15 aprile 1864.

Emmanuel, invece, rimase attivo con il Consiglio Generale della Società di San Vincenzo de Paoli, su insistenza dei suoi successori. Si tenne in contatto con Ozanam e molti degli altri fondatori e rimase un membro del Consiglio, quasi fino alla fine della sua vita, nel 1861. Nel 1848 si arruolò nella Guardia Nazionale che difendeva Parigi e la nuova Repubblica contro i rivoltosi nomadi. Era in servizio con Ozanam e Léon Cornudet (un ex vicepresidente del Consiglio Generale della Società di San Vincenzo De Paoli) quando, il 25 giugno, decisero insieme di avvicinare l’Arcivescovo Denis-Auguste Affre per chiedergli di cercare di sedare la ribellione. Egli accettò di farlo. Ozanam e Bailly accompagnarono l’Arcivescovo all’ufficio del Generale Louis Eugène Cavaignac che a malincuore approvò lo sforzo. Monsignor Affre non permise ad Ozanam e Bailly di accompagnarlo ulteriormente. Quando salì sulle barricate per affrontare la folla, fu accidentalmente colpito da uno sparo e morì nel tentativo.
Bailly visse ancora per quasi otto anni dopo la morte di Frédéric Ozanam. Questi anni furono caratterizzati da un dibattito pubblico su chi avesse fondato la Società di San Vincenzo de Paoli. Tale dibattito iniziò abbastanza innocentemente con una testimonianza dopo la morte di Ozanam da parte di padre Lacordaire che attribuì la fondazione ad Ozanam. Anche con Ozanam nella tomba, il suo antagonista, Louis Veuillot, non era disposto a lasciare le sue posizioni e scrisse molteplici articoli su “L’Univers” che contestavano la pretesa. La questione riemerse nuovamente in un articolo scritto da Léon Aubineau, dopo il funerale di suor Rosalie Rendu, pubblicato l’11 febbraio 1856, sempre su “L’Univers”. Questo dibattito venne considerato molto dannoso dal Consiglio Generale. Presente alla riunione generale del Consiglio del 25 febbraio 1856, in qualità di membro del Consiglio, due settimane dopo il funerale di suor Rosalie, Bailly cercò di smorzare i toni della questione ripudiando “in termini misurati” tutte le pretese che lo volevano fondatore originario e convenne che era necessario lasciar “cadere la polemica”, evitando di pubblicare nulla di più sulla questione. Ciò nonostante, si è deciso di pubblicare una nota nel “Bollettino” della Compagnia per ribadire la fondazione collettiva dell’organizzazione. Lo sforzo non ebbe un gran successo. Dopo le fatiche che Emmanuel aveva sperimentato, non fu sorprendente che i suoi figli, specialmente Vincent de Paul, difendessero categoricamente la pretesa del padre all’onore di fondatore. Fu una polemica che continuò a perseguitare la Società – in particolare a Parigi, dove sia Ozanam che Bailly erano ben noti – anche dopo la morte di quest’ultimo. Questi due amici furono caratterizzati dalla loro umiltà e potremmo pensare che avrebbero preferito evitare questa polemica. Oggi siamo giunti ad una migliore comprensione dei ruoli di entrambi gli uomini: risulta chiaro che fu Federico Ozanam il principale fondatore, o animatore, dell’organizzazione come la conosciamo oggi, ma chiaramente Emmanuel Bailly presiedette con saggezza allo sviluppo della Società nel corso del suo primo decennio. Emmanuel morì a Parigi il 12 aprile 1861.


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