La San Vincenzo alla “Casa del Nonno”

Esperienza come animatrice presso la “Casa del Nonno”, scritta da una volontaria dell’Associazione San Vincenzo de Paoli (Conferenza Sant’Ambrogio e San Domenico ) di Varazze…

Mi sveglio, mi alzo, ed ecco il pensiero “oggi è la giornata importante”. Subito la mente fa l’inventario, ci sono i regalini? C’è la merenda? La bibita preferita? La mini squadra è pronta? Sì, tutto a posto; bene, non rimane che dedicarsi alle solite occupazioni giornaliere di ognuno e aspettare l’ora. Ed eccoci quà, ferme sul piazzale, uno sguardo al panorama, ciao come stai? E tu? Dammi questo lo porto io. I pacchetti passano di mano in mano e ci si avvia. Il percorso è breve ma ci si scambia qualche notizia sui figli, sui nipoti, sulla salute “ti è passato il male al ginocchio?”. Intanto si entra, si preme il pulsante dell’ascensore, mentre le porte si chiudono anche le nostre ansie personali rimangono fuori, ed il pensiero già cambia.

Ecco siamo arrivate, un bel sorriso, un ciao forte, una stretta di mano, un bacio, una carezza, e tanto ci colpiscono quei visi spenti, gli occhi che fissano la parete di fronte, quell’allineamento di carrozzine, quel deambulare senza meta, senza futuro. Ciao Maria come stai? Oggi sono arrabbiata. Perché? Non si sa è sempre così. E tu Roberto? Sai Marco è caduto ed è all’ospedale, invece Luisa ha l’influenza. E così si parte, si cerca di essere allegri. Vi ricordate che giorno è? Almeno il mese? Quando avevate 20 anni cosa facevate? Oggi è la festa di santa Caterina. Che bella festa, qui nasce spontaneo un “oggi facciam…” che più stonato non si può, ma serve ad animare un po’ quelle memorie che dormono. Intanto sui tavoli appaiono le cartelle della tombola con i numeri giganti, i bottoni rossi perché si vedono meglio, e finalmente si incomincia. Numero 18, hai detto 18? Sì. No Caterina quello è 28, non mettere il bottone. Il 10? No il 10 non è ancora uscito e così si arriva alla prima cinquina, momento magico, la caramella per premio. Via via si arriva alle prime tombole, alla quarta si chiude tra il sorriso di chi l’ha fatta e il malumore di chi non ha realizzato.

Ora inizia la premiazione, studio molto approfondito dei “pupazzi”, guarda questo coniglietto come è bello, ma io preferisco il pulcino, c’è anche una piccola mucca e un anatroccolo non parliamo poi di questo orsetto con i pantaloni. Mi spiace, oggi non abbiamo la crema ma c’è una busta di borotalco. Tu Pino vuoi i fazzoletti o i rasoi? Ancora la saponetta? Dimmi la verità al sabato vai a venderle al mercato. La premiazione è finita, si passa alla merenda collettiva c’è la torta della Milli. Ma come fai a farla così buona? Luigi ne vuole due fette, Mauro ancora un pezzetto, Teresa il bis. Si parla, si cerca di strappare un sorriso, un ricordo, qualcuno ha bisogno di confidare un cruccio, un torto subito, vero o presunto, qualche abbraccio, un grazie che siete venuti, alla prossima. Pian piano il gruppo si disperde, le voci si spengono, torna il silenzio e noi ci avviamo verso casa con in cuore pieno di tenerezza per l’amore che ci hanno dimostrato.

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