Una vincenziana che sussurrava alle creature dell’Universo

Conobbi Tecla Bolla otto anni fa, quando entrai nella Conferenza di Varazze. In realtà Lei allora non era ancora vincenziana, ma si occupava insieme ad altri volontari della distribuzione indumenti presso la Parrocchia della città.  Era appena andata in pensione dopo decenni da magazziniera presso l’Autogrill e quindi di alimenti era molto esperta.

Scoprii presto in Tecla una donna emancipata, allegra, pratica, con una sensibilità spiazzante. Riusciva a parlare con tutti, la Sua affabilità conquistava chiunque si avvicinava.
Di animo libero, senza far rumore portava d’inverno le coperte ai senzatetto della Stazione, comprava panini e medicinali alle persone che trovava per strada ad elemosinare. Tutti Le volevano bene.
Ma Tecla non era solo questo. Amava immensamente tutte le creature di Dio, con particolare passione per i gatti e i cani, possibilmente quelli randagi o abbandonati nei canili.
Quando diventai Presidente della Conferenza di Varazze misi un contenitore in sede con la scritta “per gli amici animali di Tecla” ed era sempre pieno di coperte, di cibo, di giochi per i suoi amici pelosi.

Lei era così, non amava l’appartenenza ad una Associazione, ma un giorno chiese di iscriversi alla San Vincenzo e da allora è sempre stata in prima fila in ogni iniziativa fino alla fine.
Mi piace ricordarla allegra e felice soprattutto quando aveva a che fare con i ragazzi o giovani volontari, in quel caso i suoi occhi si illuminavano. E dopo una serata passata a lavorare in Conferenza con Carlo, Marilena, Bianca e Grazia tutti da “Fiore” per un panino e una birra… magica l’amicizia vincenziana!!!

(Tecla è la prima a destra)

Ha lasciato un grande vuoto in tutti noi, ma anche un grande testimonianza: tutte le creature dell’Universo hanno bisogno d’amore, soprattutto se deboli e meno fortunate, ora il testimone è passato a noi, non la deluderemo.

Giulia Bandiera

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