Luisa de Marillac (Santa)

Figlia naturale di Luigi de Marillac, signore di Ferrières e consigliere parlamentare, Luisa de Marillac1 nasce il 12 Agosto 1591. La sua è una famiglia aristocratica, ricca più di un vero patrimonio culturale che di onori, originaria della vecchia città di Mauriac appartenente al dipartimento del Cantal, nella regione dell’Alvernia.

A quattro anni dalla nascita di Luisa, il 12 Gennaio 1595, il padre sposa in seconde nozze Antonietta Le Camus vedova e già madre di tre figli. Luisa, già privata dell’affetto materno, viene respinta dalla matrigna e viene affidata alle suore Domenicane del convento reale di Poissy, dove trova l’affetto di una prozia religiosa. Riceve un’educazione accurata e umanista imparando il latino, la musica, la pittura, oltre che essere iniziata alla vita spirituale.

Alla morte del padre, il 25 Luglio 1604, viene affidata ad uno zio che la colloca in un collegio, dove conoscerà l’ambiente sociale della piccola borghesia. A vent’anni si sente chiamata da Dio e vorrebbe entrare nell’Ordine delle Clarisse Cappuccine ma, di fronte al rifiuto del superiore provinciale, non le resta che subire l’imposizione del matrimonio da parte dello zio.

Così, il 5 Febbraio 1613, sposa Antonio Le Gras. Per fortuna il loro matrimonio è basato su un saldo e sincero rapporto di amore. È una fase felice della sua vita che, nove mesi dopo, è colmata anche dalla nascita del figlio Michele. Verso il figlio Luisa prodiga tutto l’amore materno che lei non ha ricevuto. Questa fase felice comincia però ad incrinarsi con la malattia del marito, di cui si sente responsabile. Inoltre, nonostante le gioie della vita matrimoniale, Luisa continua a pensare che la sua vocazione sia la vita religiosa.

Troverà una illuminazione divina nella festa di Pentecoste, il 4 Giugno 1623: deve restare con il marito, ma in seguito potrà dedicarsi ai poveri in una piccola comunità.

La morte del marito sarà per lei un grave momento di sofferenza a cui si aggiunge la preoccupazione costante per l’instabilità del figlio: troverà consolazione solo nelle letture spirituali di Francesco di Sales, di Pierre de Berulle e altri.

I frequenti colloqui con Francesco di Sales, incontrato la prima volta a Parigi nel 1618, l’aiutano ad affrontare questo difficile momento. Poi Vincenzo de Paoli l’associa alla progettata fondazione dell’Istituto delle “Figlie della Carità”. Poco dopo, nel dicembre 1625, morto il marito e dopo aver affidato il figlio Michele alle cure dei Padri Gesuiti, Luisa incomincia ad accogliere in casa sua le prime giovani venute dal contado per mettersi al servizio dei poveri, in collaborazione con le “Dame della Carità”: è il primo nucleo della nuova e rivoluzionaria congregazione.

A trentaquattro anni angosciata per il suo avvenire e turbata da dubbi religiosi sull’immortalità dell’anima, la sua strada s’incrocia con quella di Vincenzo de Paoli restando affascinata e contagiata dalla sua carità verso i più deboli; troverà in Lui una guida spirituale sicura che per cinque anni si dedicherà a guidare e costruire la sua vita spirituale, trasformando questa donna incerta e instabile in una organizzatrice determinata.

Nel 1628 durante un ritiro, Luisa decide di consacrare la sua vita alle Carità al servizio dei poveri. Nel 1629 Vincenzo le chiede di fare lei stessa la visita delle Confraternite della carità: “Andate dunque, Mademoiselle, andate, nel nome di Nostro Signore. Io prego la sua divina bontà che vi accompagni, che sia la vostra consolazione nel cammino, la vostra ombra contro l’ardore del sole, il vostro riparo dalla pioggia e dal freddo, il vostro morbido letto nella stanchezza, la vostra forza nel lavoro e infine vi riporti in perfetta salute e piena di opere buone”.

L’incontro di Luisa de Mariliac con Vincenzo de Paoli, sul finire del 1624, determina una svolta rivoluzionaria nell’esercizio della carità e nella vita religiosa. “Voi avete per monastero – ripeteva Vincenzo alle prime “Figlie della Carità”, delle quali Luisa de Marillac fu cofondatrice – solo le case degli ammalati, per cella una camera d’affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città, per clausura l’obbedienza, per grata il timor di Dio, per velo la santa modestia”. Sono parole che, meglio di ogni profilo biografico, dipingono la sua vita di umile, intelligente e duttile collaborazione con il grande santo della carità. “Solo Dio conosce quale forza d’animo ella possieda”, disse Vincenzo, a commento della sua attività instancabile, nonostante le precarie condizioni di salute e le molte tribolazioni.

Luisa diventa così la prima responsabile in qualità di visitatrice delle Confraternite, compiendo così un passo determinante verso la fondazione della Compagnia delle “Figlie della Carità” che diventerà effettiva il 29 Novembre 1633. Incomincia così una lunga e fruttuosa collaborazione con Vincenzo de Paoli, mentre con le Dame di carità si occuperà dell’istruzione delle ragazze povere, assistendo i malati, visitando i carcerati, accogliendo i bambini abbandonati seguendo la loro formazione e trovando loro una famiglia.

Muore il 15 marzo del 1660, pochi mesi prima del “padre dei poveri”, da cui aveva attinto la semplicità della vita interiore e lo spirito pratico. In sintonia con il pensiero del santo fondatore, secondo il quale la santità è tanto più vera quanto più nascosta, Luisa de Marillac viene dichiarata santa soltanto l’11 marzo 1934. Il 10 Febbraio 1960, papa Giovanni XXIII la dichiara patrona di tutti coloro che si adoperano per le opere sociali. Il 15 marzo si celebra la sua memoria liturgica.


1 In francese Louise de Marillac.